IL CIBO UN DIRITTO DI TUTTI E PER TUTTI
Cibo e acqua sono elementi essenziali per la sopravvivenza dell’uomo e tutti devono essere in grado di poterli reperire. E’ un diritto dell’uomo, infatti, avere accesso a cibo nutriente e sicuro, sufficiente per soddisfare i bisogni nutrizionali di base.
| Realizzato da: Valeria Bombini e Elena Prascina, 5^B |
La fame descrive una condizione in cui un individuo non ha accesso ad una quantità sufficiente di cibo.
DIRITTO ALL’ALIMENTAZIONE
Il diritto all’ alimentazione viene chiaramente sancito da un punto di vita legislativo in diversi documenti.
-Art.11 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
“I governi riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguata per sè e per la propria famiglia.”
- Dichiarazione di Roma sulla sicurezza alimentare mondiale (1996).
Il diritto di ogni essere umano all’ accesso al cibo sano e nutriente è in linea con il diritto ad un alimentazione appropriata. E' il fondamentale diritto ad essere liberi dalla fame.
- Art. 25 (1948)
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia con particolare riguardo all’ alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali, (Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’ uomo )
- Carta africana sui diritti e benessere dei bambini.
Art.14
Gli Stati si impegnano a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità utilizzando tutte le risorse disponibili per adempiere al diritto dei bambini alla salute , all’alimentazione e ad acque sicure.
A tale scopo sono numerose le agenzie di assistenza internazionale nate per garantire e assicurare cibo e acqua per tutti.
-L’ organizzazione mondiale della sanità (O.M.S) si impegna a risolvere problematiche che riguardano la fame e gli alimenti.
- Il fondo delle nazioni unite per l’ infanzia (U.N.I.C.E.F) ha realizzato programmi per migliorare la qualità della nutrizione
-L' Organizzazioni delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (F.A.O), istituita già nel 194,si impegna a migliorare i livelli di nutrizione e gli standard di vita a livello globale impegnandosi ad educare sulla corretta nutrizione.
- Save the children (salvare i bambini) è un' organizzazione non governativa, che mira a risolvere il problema dell’ insicurezza alimentare alle radici, in modo da prevenire i problemi della fame.
Ricorda bisogna avere sempre un alimentazione sana ed
equilibrata!
Amoruso Mattia 5°G
I CIBI ANTICHI DI BISCEGLIE
In tempi antichi Bisceglie ha sempre vantato una buona cucina. Infatti negli “Statuti dell’antica università di Bisceglie” risalenti ai secoli 1.300-1.400-1.500 sono citati molti cibi.
1) Cucùe di Carnevale (focaccia):
calzone tradizionale che si mangia l’ultimo giorno di Carnevale. E’ ripieno di latte, salame o di prosciutto, uova sbattute, fette di caciocavallo o di formaggio fresco.
2) Gnumirelle: pezzi di fegato, polmoni, arrotolati d’intestino d’agnello, cotti alla brace.
3) Ragù di involtini di cavallo, le cosidette brasciole di cavallo, cucinate
con pezzi di carne di maiale o di manzo.
4) I vermicelli sono menzionati per la prima volta nel 1.400 a Bisceglie: “Item chi facesse vermicelli ovvero di semola intro Visceglie e combiasse quelli o ad vendere o a donare non sia tenuto pagamento alcuno". (Traduzione: poi chi facesse vermicelli, ovvero di semola in Bisceglie li comprasse, li vendesse o li donasse non sia tenuto a nessun pagamento.) E’ citato anche il calzone del ‘400, una focaccia ripiena di cacio fresco, di cipolle soffritte e olive nere.
Non mancavano mai le orecchiette o “strascinati” che erano preparati con il sugo o con le cime di rape o i broccoli di cavolfiore. Vi erano anche cibi più semplici: la cialdetta, ovvero pane bagnato, condito col pomodoro, origano, sale e acqua; l’acquasale, pane bagnato con acqua e condita col pomodoro, prezzemolo e uova; le fave, i ceci, le cicorie selvatiche, le olive cotte sulla cenere bollente, il pomodoro
sfritto, le lumache con aglio sfritto, le insalate di rucola, i sivoni e le cicorie selvatiche.
I dolci sono anche di tradizioni antiche: sospiri, ciambelle, sussumelli, pizzetti, marzapani e scarcelle.
Abbattista Alessandra, 5^ G
LA MASCOTTE FOODY
latte, vino, formaggi.
Ogni Regione ha il suo prodotto DOC. Il Sud ha i pomodori, i mandarini, le arance, il vino ma soprattutto l’olio, che è davvero buono.
In Italia si producono anche grano, cereali, ortaggi, ma perchè ora abbiamo più intolleranze?
Ora si usano concimi chimici che rendono le piante più belle, ma tolgono sapore al prodotto e provocano reazioni di intolleranza.
Si dovrebbero usare i concimi naturali o il compost che fa bene alle piante.
Sarebbe meglio comprare direttamente dal produttore, ovvero dal contadino o conoscere l’ortolano che ci garantisca un prodotto delle nostre coltivazioni a chilometro zero.
Prima la merenda era più genuina ed era fatto con pane, olio pomodoro tutto naturale, mentre oggi mangiamo merendine, cioccolata, caramelle, ecc. che non fanno bene alla salute.
PERCHÈ LA MELA È ROSSA
Un giorno, una mela triste, molto simile a un’ arancia, era stanca del suo colore arancione.
Essa voleva appunto una buccia rossa, visto che tale colore era il suo preferito. La mela uscì dalla fruttiera e si recò in giardino per discutere coi rovi del suo problema.
I rovi le dissero : “Dipingiti di rosso”. Ma la mela rispose: “ Ma se poi c’è la pioggia, oppure dovessi essere lavata dai miei padroni, la pittura si scioglierebbe!”. Così i rovi non seppero darle risposta buona. La mela andò a parlarne meglio col rosmarino. Il rosmarino disse : “Prova ad abbronzarti, così diventerai di un rosso
scintillante”. Ma la mela rispose:” Non è ancora arrivata l’estate per potermi abbronzare”. Così neanche il rosmarino seppe darle una risposta giusta. La mela tornò nella sua fruttiera non tanto soddisfatta e si mise a dormire. Durante la notte sognò di stare dinanzi al mago dei maghi, al genio dei geni, al re dei re e, grazie a un incantesimo, la buccia cambiò colore. Alzatasi di prima mattina, la mela decise che il suo sogno poteva diventare realtà. Infatti andò dal genio dei vegetali, parlò con lui e la buccia diventò rossa. Così anche la mela ebbe il suo colore speciale, proprio come gli altri frutti.
Giuliano Valente, 5^I
Giuliano Valente, 5^I








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